Perché siamo tutti incazzati

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Sono tutti incazzati. Sono tutti incazzati davanti a un computer, sono tutti incazzati con il cellulare in mano, sono tutti incazzati. 

I ragazzi nati con internet negli occhi, i vecchi che hanno dimenticato cosa gli interessasse prima dei video coi gatti. I miei coetanei. Una massa che si esprime con parole rubate ai film di esplosioni macchine e tette in seconda serata su Italia Uno. I più banali si insultano per annose questioni calcistiche, dilungandosi in battibecchi fuori dal tempo e dallo spazio con protagonisti le rispettive madri e i calciatori preferiti. Ma c’è anche chi perde il proprio aplomb di fronte ai talent show culinari, ai talent show musicali, ai talent show generici. Esplode così l’odio per i giudici, incarnazione dei poteri forti, dell’autorità immorale, dell’1%, o l’ancor più bruciante odio per i concorrenti, rei d’aver tradito il popolo per i propri sogni di gloria; e poi stonano, sono viziati e, diciamocelo, pure io cucino meglio. I più giovani liberano la loro furia nei commenti su Youtube o Instagram, a volte scagliandosi contro musicisti, o rapper, o cantanti. Più spesso, contro i fan dei suddetti musicisti, o rapper, o cantanti. Evidentemente, riteniamo inconcepibile il fatto che esistano persone diverse da noi con gusti, esperienze, squadre del cuore diverse. Abbiamo reso la musica che ascoltiamo, i film che vediamo, la squadra che tifiamo, la gente che votiamo, tutte queste cazzate, aspetti della nostra personalità. E a nessuno piace essere attaccati per la propria personalità. Sembra che l’unica cosa che ci va di fare, dunque, sia litigare. Incazzarci, deflagrare furiosi contro tutto e tutti, urlare dentro le facce dei vicini, dei capi, del tipo appoggiato alla fermata dell’autobus. Ma non lo facciamo. E c’è da stupirsi, perché se siamo tutti così incazzati, se non facciamo altro che litigare con sconosciuti su Facebook, verrebbe da pensare che anche nella vita reale ci siano persone che si scannano per questioni tipo il concorrente preferito di X Factor o la pizza di Cracco. Escludendo le questioni calcistiche o politiche, che sempre hanno infiammato la violenza degli italiani, gli altri argomenti di discussione non sembrano (ancora) trovare un riscontro nella vita reale. Ed è questa la parte strana. Cioè, io preferirei quasi se cominciassimo a litigare sul serio, se invece di sfogare la nostra frustrazione per una vita di merda, scrivendo cattiverie sulle bacheche di Facebook, cominciassimo a picchiarci per davvero. Sai che soddisfazione? Innanzitutto, qualcuno ci creperebbe, e onestamente non mi pare un aspetto del tutto negativo. Cominciamo a stare stretti. Come dici? La Casa di Carta è la miglior serie mai fatta? BUM! Uno di meno, tiè. I sessantenni che per strada ti guardano male senza apparente motivo? Eliminati, uno a uno- che di solito sono pure gli stessi che scrivono cose tipo «eh, ma se lo meritava» o postano cuori sulla bacheca del capitano degli italiani (!). E sono pronto anche a prendermi la mia parte, dico sul serio, un ceffone per bene non me lo toglie nessuno. Il punto è questo: non siamo neppure in grado di litigare decentemente, abbiamo bisogno di stronzate che ci tengano vivi e ci diano la sensazione di avere un’opinione su qualcosa, così da generare il confronto con persone che hanno un’opinione diversa sulla stronzata in questione. Bramiamo quell’adrenalina che solo lo scrivere un insulto a una persona lontana chilometri può dare, perché è più sicuro, perché di litigare per davvero non abbiamo voglia, perché in fondo non ce ne frega niente di quello che pensa la persona con cui stiamo litigando. L’importante è che noi stiamo dicendo la nostra e che qualcuno leggerà il nostro parere (e magari riceviamo pure qualche mi piace).

Non ci sono buoni o cattivi nei litigi su internet. Ci sono solo dei rincoglioniti egocentrici con una connessione.

 

Gabriele Cassarà dice questo di sé:

Ho studiato graphic design & art direction a Milano, in NABA. Mi piace perdere tempo e guardare film brutti. Sono bravo solo a lamentarmi.


2 risposte a "Perché siamo tutti incazzati"

    1. Grazie mille! Se può mi inoltri il link con l’articolo da lei condiviso così potrò conviverlo sulla pagina Facebook di Voce del Verbo per menzionare e ringraziare il magazine culturale Vesprino.

      "Mi piace"

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