Note a margine #1. BLACK FRIDAY

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Beh, ormai è un po’ che scrivo su questa rivista. Quindi credo di potermi prendere determinate libertà.
Ad esempio, posso dirvi che state tutti per morire, male. Perché non ve ne frega un cazzo del riscaldamento globale. Ecco, vedete, neanche a me interessa più di tanto, ed è giusto così. Perché la speranza di poter invertire il trend è morta da tempo e l’importante è farsene una ragione e sforzarsi di trovare i lati positivi. Ad esempio, almeno, io ho una visione nitida del mio futuro: morirò, e voi mi seguirete a breve.
No dai, non è che non mi interessi, semplicemente ho smesso di farmi delle illusioni. Vedete, provo una stima così grande per Greta Thunberg al punto che mi sono andato anche a cercare quale sia la pronuncia corretta del suo cognome, alla faccia di quei giornalisti del cazzo che non hanno neanche il tempo di chiedere in redazione «Aho, ma come se pronuncia? Non è che faccio una figura demmerda? Vabbè, sti cazzi. Provo con la pronuncia inglese, tanto è una sedicenne mezza down, no?».  Ecco, no. La professionalità si vede nei dettagli.
Basta poco per cercare di fare bene il proprio lavoro, bipedi.
Ribadisco: non ce l’ho con lei. Perché ci sta che una ragazza non voglia accettare la sua prematura dipartita (o vita in una Terra post-apocalittica) senza lottare e senza credere di poter fare la differenza. Ce l’ho con tutte quelle persone che ormai hanno raggiunto i 28-30 anni – ovvero un’età molto più avanzata di quella che avranno i loro figli quando cominceranno a manifestarsi i primi veri “cataclismi” ambientali – che credono che basti fare la differenziata per salvare il pianeta o comprare borracce d’alluminio.
Regà, complimenti. Mortacci vostra. Perché? Perché avete rotto il cazzo, semplice.

– Cioè, considera che se tutti facciamo qualcosa il mondo sarà un posto migliore tesò. Steakhouse serale amò? Xoxo Gossip Girl.
– Ma io ce penso all’ambiente, dovemo salvà i topi dai laboratori. Però chi me accompagna a fa i regalini de Natale? Volevo comprà un pensierino a tutt’e 35 le persone che conosco! E poi ce so le lucine nei mercatini, selfie?

Mortacci.
Vostra.

Pure quando comprate il fumo state a fa male al pianeta, perché arriva su dei barconi clandestini (o su megacontainer). È solo una forma di turbocapitalismo atlantista neoliberista antifusariano globalizzato non accettato dalla finanza globale. Ma sempre di globalizzazione si tratta, solo che è illegale. Volete farvi le canne (e venderne un discreto quantitativo al sottoscritto)? Coltivatevi le piantine dentro casa, che abbattete CO2 a pacchi.

Vi do alcuni dati: il punto di non ritorno (inteso come la fine della civiltà umana per come la conosciamo oggi) è settato al superamento della soglia globale di +1.5 gradi centigradi. La previsione, al 2100 è un aumento di circa 3 gradi centigradi.
Hashtag ciaone.
E se invece tutti i paesi mantenessero le promesse che hanno fatto negli Accordi di Parigi o in altre occasioni? In quel caso l’aumento sarebbe soltanto di +2.4 gradi, circa.
#hastalavista #baby
Per sottolineare bene quanto siamo fottuti vi dirò che un rapporto del 5 novembre, firmato da 11.258 scienziati provenienti da 153 paesi nel mondo, identifica una serie di contromisure da adottare per RALLENTARE, ripeto, RALLENTARE l’avanzata del global warming. Non per fermarlo.
Solo per rallentarlo.
Adesso ve le elenco, giusto per darvi un’idea.

In estrema sintesi dovremmo:

  1. Cambiare l’approvvigionamento energetico, ma in maniera così veloce che dovremmo addirittura lasciare i giacimenti di combustibili fossili aka petrolio nel terreno, senza utilizzarli – ve lo immaginate? In aggiunta, i paesi più ricchi dovrebbero aiutare i paesi più poveri nella transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili (immaginate un Trump random che aiuta Kim Jong-Un nell’efficientamento energetico della Corea del Nord, fatto? Adesso applaudite).
  2. Ridurre l’emissione degli inquinanti incluso il metano, il carbone e gli idrofluorocarburi. Allora voi mi direte: «Se vabbè, ma allora cosa rimane?». Il nucleare. E le rinnovabili. SENONCHÉ l’approvvigionamento dal solare/eolico è di 28 volte inferiore rispetto ai principali metodi energetici utilizzati fino ad ora. Il che vuol dire che è assolutamente insufficiente.
  3. Proteggere la natura e la biodiversità (accettabile).
  4. Convogliare le nostre abitudini alimentari in una dieta circa/meno/quasi vegetariana (McDonald’s approved).
  5. Modificare l’economia globale per renderla più carbon-free (buona fortuna) e smettere di rincorrere la crescita costante del PIL – ribadisco… ve lo immaginate?
  6. E, dulcis in fundo, CONTENERE la popolazione mondiale e, SE POSSIBILE, invertire il trend e ridurla.

Provo a fare una breve summa: dovremmo andare SOLO a piedi (o in bicicletta), accendere i riscaldamenti solo in fase di pre-assiderazione, non comprare NULLA di non fondamentale per la nostra sopravvivenza più stretta, mangiare solo verdure a rotella tranne una tantum una bistecca, ma piccola, non accettare niente che non provenga dalle immediate vicinanze di casa nostra, rinunciare a tutto il superfluo (birra, cinema, fumo importato, teatro, capodanni, cenoni di natale – se non a base di bieta e spinaci – e Netflix) e, se possibile, ammazzare i nostri figli/non farne affatto/ammazzare i figli dei vicini. Tutto questo in circa dieci-quindici anni.
Se riuscissimo nell’ingrato compito saremmo riusciti solo a RALLENTARE l’avanzata del global warming.
Bene così, avanti tutta.

E voi mi direte… ma allora non c’è speranza? No. Non c’è speranza ma posso offrirvi qualcosa di meglio: la vendetta.
Ragazzi, parliamoci chiaro. Come vi ho già spiegato nel dettaglio moriremo tutti, ma possiamo pur sempre farlo combattendo. Perché non sta né in cielo né in terra che dobbiamo dare a chi ha sputtanato il pianeta la soddisfazione di farla franca e di morire insieme a noi, loro devono morire PRIMA di noi. E anche se siamo tutti responsabili in egual misura, ci sono aziende che, invece di intervenire per salvaguardarci dalla nostra becera ignoranza, se ne sono strafottute puntando al risparmio.
La mia proposta è questa: un’azienda ha sversato ettolitri di solventi chimici quotidianamente in un fiume uccidendo la fauna che abitava il fiume e rendendo l’acqua non potabile? Bene, chi è l’Amministratore Delegato? Lui? HEADSHOT.
E che si sappia che è morto per quello.
Il responsabile della sicurezza della centrale nucleare di Fukushima dov’è? Questo? Proprio questo qui? HEADSHOT.
E che si sappia che è morto per quello.

Io ho un sogno: un’associazione pro-eco-terrorista in grado d’istillare il terrore nella mente degli amministratori delegati e dei responsabili che sputtanano il pianeta per un bonus di fine anno.
Sogno uno squadrone formato da tanti piccoli Tom Cruise e Dominic Toretto guidati dal Professore della Casa di Carta. Credo sia sufficiente per distribuire la Giustizia con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno.
E voi mi risponderete: «Ma no, dai. Non dobbiamo abbassarci al loro livello».
E io vi risponderò che sono perfettamente d’accordo, infatti dobbiamo distanziarci quanto più possibile dalle loro politiche, non dobbiamo fare vittime innocenti.

Ad ogni modo è solo un’idea, un seme di speranza lanciato nel vento.
Forse sono solo arrabbiato perché mi stanno ammazzando la terra sotto i piedi. Forse mi rode il culo perché convivo quotidianamente con un senso d’inquietudine e impotenza che non so come gestire e che mi fa andare a dormire con gli occhi aperti.
O forse 47.000 € per un AK-47 sono veramente troppi.

Cazzo, regà, abbassate i prezzi.

 

 

Alessio Zaccardini


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