Santa’s Special

voce del verbo note a margine

 

Non vorrei utilizzare questo spazio per fini personali, ma mi trovo costretto a denunciare un fatto gravissimo. Qualche giorno fa sono stato minacciato seriamente, e da allora ho paura.

È successo tutto sabato scorso. Stavo bevendo una birra steso sul letto, quando ho sentito dei rumori provenire dal terrazzo, orientativamente intorno alla mezzanotte. Ho aperto la finestra, impugnando la birra come una clava, e sono uscito urlando pronto a qualsiasi cosa.
Ma non c’era nessuno. I ladri – o meglio, quelli che pensavo fossero ladri – erano scappati dalla grondaia. E non erano venuti a rubare, erano venuti a lasciare un messaggio.
Ho trovato un pacco di cartone con un foglio di carta attaccato sopra alla bell’e meglio. Il mio primo pensiero – non chiedetemi perché – è stato che si trattasse di un pacco bomba. Ho trovato il coraggio di prendere il foglio e poi ho lasciato casa, così, per precauzione.
Una volta al sicuro al pub sotto casa ho osservato meglio il foglio. Era uno di quei messaggi scritti con le lettere staccate dalle riviste, per non far riconoscere la grafia. Il messaggio era semplice: «Alessio Zaccardini, so chi sei. Segui le istruzioni o ne pagherai le conseguenze».
Ho subito chiamato i carabinieri, che mi hanno detto di non tornare dentro casa e di aspettare gli artificieri. Abbiamo dovuto evacuare il palazzo, mentre un robot teleguidato apriva il pacco. All’interno c’erano soltanto una serie di fogli, con un proiettile.
Quando gli artificieri hanno dato il via libera, con la scorta dei carabinieri, sono riuscito a rientrare dentro casa per leggere quei fogli. Sembravano lettere.

La prima, quella con il proiettile, era indirizzata a me. I carabinieri, dopo averla letta, mi hanno consigliato di seguire le istruzioni mentre loro portavano avanti le indagini. Io, però, non sento di poterlo fare, non sarebbe giusto…. Tutti devono sapere. Ho subito contattato gli editori di Voce del Verbo, che mi hanno dato il loro pieno supporto e hanno acconsentito a spartire i rischi pubblicandole sul loro sito e, di questo, li ringrazio.
I carabinieri hanno sequestrato la maggior parte del materiale come prova. Quelli che leggerete sono solo pochi stralci delle decine e decine di lettere che mi sono state recapitate, ma è già qualcosa. Tutto il materiale è in mano alla redazione di Voce del Verbo, quindi, anche se dovesse succedermi qualcosa, le lettere verranno pubblicate ugualmente. È giunto il momento di sollevarci contro i soprusi e contro le minacce di stampo mafioso. È giunto il momento di dire basta.
Confido in loro.
Questa è la prima lettera:

 

Brutta testa di cazzo,
so dove abiti. So chi frequenti. So cosa pensi. Io vedo tutto. Ho già ucciso e sono pronto ad uccidere di nuovo. Voglio che queste lettere vengano pubblicate a nome tuo, tutte tranne questa che è solo per te, per farti capire che ti sto con il fiato sul collo. Non posso espormi pubblicamente perchè ho una reputazione da mantenere e sono costretto a ricorrere a piccole nullità come te per far sapere cosa penso veramente. E questo mi fa incazzare ancora di più.
Il mio strizzacervelli dice che dovrebbe aiutarmi, che mi farà stare meglio, che la sete di sangue scomparirà. Ma allora perchè sono INCAZZATO INCAZZATO INCAZZATO (scritto in maiuscolo e ripetuto tre volte ndr) con il mondo?
Ho cercato di replicare il tuo stile di merda e quell’accento romano del cazzo per cercare di darti un qualche tipo di credibilità. Se non seguirai le istruzioni alla lettera ti verrò a prendere.
So dove abiti.
So chi frequenti.
So cosa pensi.
Quest’anno tieni d’occhio il camino,

                                                                                                                            Babbo Natale

 

Sotto il proiettile era disegnato un cuore rosso con la scritta Buon Natale in bianco.
Ogni giorno, ormai, trovo in giro bastoncini zuccherati a forma di pistola. Ho paura, mi sento osservato. La notte sento strane risate dentro casa e le luci dell’albero di Natale restano sempre accese, anche se stacco la corrente. Che Dio mi aiuti.

Nota dell’editore:
Oggi, in data 16/12/2019, abbiamo ricevuto il pacco con le lettere di Alessio. Quando abbiamo strappato lo scotch delle gocce di sangue cristallizzate come fiocchi di neve hanno cominciato a macchiare il pavimento della sede della redazione. Abbiamo cercato di contattare Alessio telefonicamente, ma non risponde.
Siamo in contatto con la polizia per ogni evenienza. Se qualcuno sa qualcosa, preghiamo d’informare le autorità. La nostra mail è vocedelverbo.rivista@gmail.com

note a margine

Lettera n.2

 

Caro Matteo,

da piccolo mi chiedevi sempre di poter giocare a indiani e cowboy, ma se avessi saputo in che modo avresti travisato il messaggio, col cazzo che te li avrei portati.
Sono onniscente, cazzo, ma nel presente.
Non so predire il futuro.
E adesso vai in giro a bacià i crocifissi, citi la Madonna come se foste amici intimi e poi non trovi nemmeno il tempo per sfogliare un Vangelo random, uno qualsiasi. Ma che ti è rimasto dello Spirito del Natale?
Tratti le persone come se fossero volantini da distribuire, trasformi le statistiche per sfruttarle a tuo favore… di quei soldatini sei riuscito solo a vedere che alcuni erano più rossi degli altri, e che la vita è più divertente se tutti hanno un’arma.
Fammi un favore, dato che già una volta sei riuscito ad allargare i confini del tuo Stato ideale, espandendoli a tutta l’Italia, cerca di farlo una seconda volta e di includere il mondo. Ché tanto sono solo righe tracciate per terra e, come tu stesso hai visto, basta camminarci sopra un paio di volte per sfumarle e renderle irriconoscibili, stronzo.

Nota dell’editore:
Ovviamente noi ci dissociamo da qualsiasi questione politica. Le idee di Babbo Natale sono solamente sue, noi ci limitiamo a riportarle così per come sono scritte. È doveroso sottolineare come la grafia sia diventata man mano sempre più tremolante, come se trattenesse a stento la rabbia.

note a margine

Lettera n.3

 

Caro Francesco,


Avevo enormi speranze su di te, e tu hai tradito la mia fiducia. Eri riuscito a togliere finalmente quelle odiose scarpe di Prada rosse e il mantello di ermellino. Avevi cominciato bene, aprendo le porte di San Pietro ai barboni, scegliendo di vivere in una casa più piccola, e ora? Cos’è rimasto ora?
Da piccolo condividevi sempre i giochi con gli altri bambini, eri buono. E ora ti sei lasciato prendere dalla paura. Il tuo compito era di riportare la Chiesa romana alle origini, dovevi abbandonare l’oro e i gioielli, ma sei solo un volto sorridente che non ha voce in capitolo.
Perchè non completi la riforma dello IOR? Sono settant’anni che si susseguono episodi di riciclaggio, contatti con la mafia, investimenti in armi, e tu sei il Papa, per Dio! Che cosa aspetti? Quanti regali già pronti per essere spediti dovrò buttare quest’anno solo perché i bambini a cui erano destinati saranno stati ammazzati dalle VOSTRE pistole? Già c’ho il problema di alcuni bambini texani che per Natale mi chiedono le carabine, cerca di non farmi girare il cazzo anche tu, che dovresti essere uno dei miei sostenitori principali.
Se hai dubbi ci becchiamo davanti a un calice di vino e ne parliamo. Puoi tornare sulla retta via, puoi ancora fare tanto, te lo garantisco. Io lo so.
Perchè il passato è andato, il futuro è un mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente. Come siamo ridotti se c’è più saggezza in Kung Fu Panda che nelle tue parole.
Vedi che devi fa.

Nota dell’editore: ci discostiamo assolutamente da qualsiasi giudizio qui espresso su Sua Santità e su come vengono gestiti i fondi di quel nobile istituto che è la Beretta s.pIOR, volevamo dire IOR. Ahinoi, Babbo Natale è libero di dire quello che vuole perché al Polo Nord è difficile trovarlo. Noi invece stiamo qua. Alessio, se ci stai leggendo… Se esci vivo da questa storia, dobbiamo parlare.

note a margine

 

Lettera n.4

 

Cara Elisabetta,


non è che dato che sei vecchia puoi anche concederti il lusso di rincoglionirti. Io quel casino con Diana te l’ho fatto passare perché con la Seconda Guerra Mondiale avevi accumulato abbastanza crediti, e poi quando sei leader di un paese un paio di omicidi si fanno passare a chiunque. Guarda quello che ho lasciato fare ad Andreotti!
Però mo’ basta! Quando Boris ha cominciato a sparare cazzate era tuo dovere intervenire, non è che quando uno viene eletto Primo Ministro può fare proprio tutto quello che vuole. Almeno un endorsement contro la Brexit potevi farla per provare a scongiurarla.
E adesso con la Scozia come la mettiamo? E con l’Irlanda del Nord? E con Gibilterra? E intanto la Nuova IRA ha già fatto ripartire gli attentati e tu stai come una statuina a coccolarti i corgi bevendo un té.
Cioè, mo’ non è per dire. Ma nel corso dei secoli avete fatto guerra a praticamente tutti i paesi del mondo e Vittoria, e Giorgio, ed Edoardo, e Giorgio, ed Edoardo, e Giorgio e te e quanti cazzi!
Siete ‘na dinastia de matti scocciati. La situazione in Palestina è colpa vostra, la situazione in Afghanistan è colpa vostra e così via.
Avete rotto i coglioni a mezzo mondo (e io ve l’ho lasciato fare perché non era compito mio sterminarvi, ma del vostro popolo) e adesso non riesci neanche a spendere due parole contro la Brexit.

No, dai. Ben giocata Elly. Bene così, avanti tutta. Continua a muovere la tua manina alle manifestazioni fottendotene del futuro del tuo Paese. Tanto tu le tue tenute demmerda ce l’hai, no?

Quest’anno ce metto ‘na bomba nel camino.

E t’ammazzo i cani.

Col cioccolato.

Nota dell’editore: Ovviamente ci discostiamo da qualsiasi accusa politica rivolta al compianto Andreotti o relativa all’uccisione di Lady Diana. Siamo anche contro qualunque violenza sugli animali e, soprattutto, contro ogni rivoluzione popolare non autorizzata dalla nostra splendida democrazia, o monarchia.
Nota dell’editore bis: e non ci piace neanche troppo Orwell, così, per sicurezza.

note a margine

Lettera n.5

 

Jeff,
bastardo.

Premettendo che da quando hai fondato Amazon sei diventato la “concorrenza”, sei uno dei motivi principali per cui la gente ha smesso di credere che io esista. Non ce la faccio più a leggere nelle letterine dei bambini frasi tipo: «Cara Mamma, puoi ordinarmi i regali con Prime che arrivano prima?».
Mamma a chi, A CHI? Nani di merda. Sono io che vi porto i regali, non quel pelato!
Ma tralasciando i genitori che si prendono il merito, o questi fastidiosi bambini che si affidano alle fake news. Torniamo a noi… Jeff.
Sei nella mia top 5 tra le persone più disgustose del pianeta. Non puoi trattare così i tuoi dipendenti. Anch’io gestisco un’azienda, e anche se è una no-profit i miei elfi lavorano sodo! Per questo li premio con bastoncini di zucchero e caramelle e loro mi amano. Tu spremi la vita delle persone, cercando di cacciarle con dei bonus dopo pochi anni perché sai che alla lunga, se continuassero a lavorare per te, potrebbero avere un cazzo di crollo nervoso, o peggio. Come fai ad addormentarti ogni notte, Jeff?
Senza contare che Amazon è uno dei canali principali per inviare nel mondo giochi come Monopoly, MONOPOLY, CAZZO! Quel gioco di merda! Elizabeth e Charles
(Nota dell’editore: qui crediamo che Babbo Natale si riferisca agli inventori del gioco, ma non ne siamo certi… è che con questa mania di chiamare tutti per nome, le lettere sono un po’ confuse) hanno già diffuso quel gioco malefico troppo a lungo! Così i bambini imparano a capitalizzare, a chiedere un affitto, a non aiutare amici in difficoltà, a non mettersi d’accordo scambiandosi le proprietà per poter costruire tutti insieme… ma che mondo state creando? Ma che eredità lascerete?
Poi non c’è da stupirsi se quando crescete diventate tutti degli stronzi. Ed è anche colpa di persone come te, Jeff.
Se non cominci a trattare meglio i tuoi dipendenti, abbassando la durata di questi turni disumani, uniti a un ritmo di lavoro estenuante, l’anno prossimo sotto gli alberi degli anarchici di tutto il mondo ci metto delle bombe preconfezionate, così vediamo quanto rimane efficiente quell’Amazon Prime demmerda.

E PAGA LE TASSE NEI PAESI DOVE SEI OSPITE, STRONZO.

Nota dell’editore: Ovviamente Babbo Natale è onnisciente e si può permettere certe esternazioni, noi non siamo minimamente a conoscenza della situazione fiscale di Amazon, e sappiamo che l’elusione fiscale è una pratica legale e corretta. Ci teniamo a precisare che non abbiamo nulla a che fare con gli anarchici di tutto il mondo e che non sappiamo, né vogliamo imparare, a costruire una bomba.
Di certo, Alessio, se si dovesse salvare, difficilmente continuerà a scrivere per noi.

note a margine

Lettera n.6

 

Caro Donald,

premettendo che l’unico a cui sia mai stato bene questo nome è Paperino, devi capire che non è che io perdo tempo a portarti un parrucchino nuovo ogni anno solo per permetterti di nascondere le corna. Lo faccio perché adoro vedere quello schifo dorato sulla tua testa. Non per niente ne ho regalato uno pure a quell’altro deficiente di Boris (Nota dell’editore: crediamo si riferisca al Primo Ministro inglese, avrebbe senso). Così potete andare in giro insieme e fare una bellissima coppia di coglioni.
Quand’è che sei diventato così cattivo? Un po’ stupido lo sei sempre stato ma non eri cattivo da piccolo. È bastato che diventassi Presidente per farmi capire come mai avessi tutti quei problemi con i Lego da bambino. Io credevo che ALMENO QUELLI potessero essere un gioco all’altezza della tua stupidità e invece niente.
Anche quando vedevo che leggevi le istruzioni per costruire le case e tu ti ostinavi a tirare su soltanto muri, non credevo avrebbe avuto delle ripercussioni così deleterie, al massimo tua madre sdrammatizzava con una frase di rito tipo: «ha altre qualità/è un bambino speciale» ma, nella mia testa si sarebbe chiusa così.
Invece niente, ti è rimasto quel cazzo di pallino dei muri e guarda che cosa ne hai fatto. A saperlo ogni anno ti avrei portato tre metri di corda, così nel tempo avresti capito come farci un cappio. (Una corda rossa, tranquillo… natalizia.)
Senza contare che da quando sei stato eletto Presidente sei riuscito a distruggere i rapporti con la Cina, hai incrinato l’alleanza con l’Unione Europea, hai fatto partire il riarmo nucleare e stracciato gli Accordi di Parigi.
AHO, ‘a imbecille!
Ma te pare normale che a ottobre devo stare con i bermuda dentro casa?
(Nota dell’editore: questa lettera è un chiaro indizio del fatto che Babbo Natale stesse progettando questo invio al nostro redattore da tanto tempo) Faranno ventitré gradi là fuori e io ho una barba ENORME, mortacci tua!
Io capisco tutto, tutto! Posso accettare che tu sia risentito nei confronti dell’umanità perché la Natura non è stata gentile con te, ma capisco anche che avere il cognome che ricorda una scureggia non ti autorizza a comportarti come una merda! Datti una regolata, sennò per il prossimo Natale regalo il PIL degli U.S.A. al Messico.
Così, perché sono semi-onnipotente e perché posso, stronzo!

note a margine

Lettera n.7

 

Brutto pezzo di merda che non sei altro.
Sì, parlo con te, Matteo.
Te ne stai nascosto nelle fogne come un ratto, continuando con questa cazzata della mafia, continuando con la lotta allo Stato e tutte queste buffonate che continui a raccontare ai tuoi leccaculo per convincerli a fare quello che vuoi.
(Nota dell’editore: da questo pezzo abbiamo pensato che Babbo Natale si stia rivolgendo al noto criminale Matteo Messina Denaro)
Sei latitante da anni, ma io lo so dove sei.
(Nota dell’editore: ecco, appunto.)
Peccato che questo principio di non interferenza che mi sono imposto mi impedisce di donare il tuo indirizzo ai magistrati italiani, sennò da mo’ che glielo avevo recapitato!
Invece sono rimasto in silenzio mentre ti cambiavi i connotati, non a pugni, come meritavi, ma da un chirurgo per non farti riconoscere, o forse solo perché ti vergognavi di quello che eri diventato.
Sono rimasto in silenzio anche quando i poliziotti erano sempre a un passo dal catturarti, perché non potevo intervenire.
La mia unica gioia è quando ti recapito, ogni Natale, l’unico regalo che ti meriti: un pizzino con su scritto MORTACCI TUA.
Avevo provato a mandarti il carbone ma tu lo hai usato per scaldare quella fogna sotterranea dove sei rintanato. Per quanto mi riguarda, più soffri e meglio è.
Me li hai ammazzati tutti.
Mi hai ammazzato Peppino, Giovanni, Paolo. Cercando di azzittarli. Non hai ancora capito che ne sorgeranno sempre di nuovi? Che sia Nino con la legge o Pino con la TV (
Nota dell’editore: crediamo che si stia riferendo a Nino Di Matteo e a Pino Maniaci), ci saranno sempre degli eroi a ricacciare le persone come te nelle fogne.
Perché la mafia era, è e resterà sempre e solo una montagna di merda.
E io vi assicuro che, nel tempo, vi estinguerete tutti.

 

Senti il fiato sul collo, eh?
Soldino?

Arrivano, tranquillo.
Stanno venendo a prenderti.

note a margine

Lettera di Alessio Zaccardini

 

+++BREAKING NEWS+++

Nota dell’editore: Cari lettori, abbiamo il piacere d’informarvi che Alessio, il nostro redattore, è stato liberato dalla prigionia poche ore fa. Dopo giorni di contatti tra i Servizi Segreti italiani e la polizia finlandese, le due forze di polizia sono riuscite a localizzare il nostro redattore nel paesino di Rovaniemi (a lungo considerato il luogo di residenza di Babbo Natale).
Alessio ci ha subito mandato un messaggio che vi riportiamo integralmente:

Cari Giorgio e Chiara,
sono allo stremo delle forze, ma sono vivo.
Dopo aver tentato la fuga Babbo Natale mi aveva nuovamente rinchiuso in una cella di marzapane, lasciandomi il cadavere dell’elfo che mi aveva aiutato ad evadere (Stinky… pace all’anima sua) in bella mostra davanti a me.
In un certo senso, quella cella, mi ha salvato la vita.
Tutto è iniziato verso le 4 a.m. di oggi, 24 dicembre.
Le forze speciali hanno fatto breccia nella fabbrica-prigione di Babbo Natale facendo esplodere l’entrata… Se non fosse stato per il marzapane, non sarei qui a mandarvi un messaggio.
All’esplosione è seguito un violento conflitto a fuoco poiché gli Elfi-Fondamentalisti hanno tentato di difendere il loro padrone, lanciandosi come zombie inferociti sui giubbotti antiproiettile delle forze speciali, il tutto mentre Babbo Natale materializzava bastoncini di zucchero acuminati per poi scagliarli contro la polizia.
Dalla cella lo sentivo urlare, e cito testualmente: «Non potete farmi un cazzo, IO SONO IL NATALE».
Ma, grazie a Dio, la polizia non ha sottovalutato la situazione e ha concertato un’operazione imponente.

Babbo Natale è stato colpito 7 volte, prima di cadere a terra morto.
Le sue ultime parole sono state: «Non sono io il nemico, stupidi bastardi. Risorgerò».
Non appena ha toccato terra gli Elfi che non erano stati uccisi si sono smaterializzati di colpo, i cadaveri dei caduti sono rimasti a bagnare di arancione la pietra (apparentemente gli elfi hanno sangue arancione).
Dasher, Prancer, Vixen, Donder (le 4 renne più fedeli) hanno fatto irruzione nella fabbrica, incornando le forze speciali. Non si è ben capito come, ma sono riuscite a prendere il cadavere di Babbo Natale, trasportandolo verso il cielo. Non appena sono scomparse in lontananza tutti noi, nella nostra testa, abbiamo sentito nettamente le parole «OH. OH. OH».
È da poco giunta la notizia che il Presidente finlandese ha dato l’autorizzazione a due F-38 di sollevarsi in volo per finire quel ciccione.
Il bilancio finale è di 39 caduti tra le forze speciali, 456 Elfi-fondamentalisti trucidati, approssimativamente 786 milioni di pacchetti regali dati alle fiamme e 1 prigioniero liberato: me.
Vorrei lasciarmi questo orrore alle spalle,
Vorrei poter dimenticare le grida,
Vorrei solo tornare a casa.

I Servizi Segreti italiani mi hanno detto di non parlare mai del mio rapimento e, quando gli ho chiesto come avrebbero fatto a insabbiare l’uccisione di Babbo Natale, mi hanno detto che non era un mio problema e che Jeff Bezos li avrebbe aiutati.
A me non interessa. Fra poche ore sarò su un aereo, diretto verso casa.
Vi mando un abbraccio, ma adesso chiudo ché mi si stanno congelando le dita.
Non vedo l’ora di poter riabbracciare la mia famiglia.

Ah, quasi dimenticavo… Buon Natale!

Progetto senza titolo-4


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