Note a margine #3. Politically correct

vocedelverbo notea margine

 

Illustrazione di Giorgio B. Scalia

 

Per quanto io sia un enorme fan del Covid-19, credo che sia giunto il momento di passare oltre. Quindi, sospinto da un secco e deciso «Alè, hai rotto il cazzo. Parla d’altro» dei miei editori/amici credo sia giunto il momento di parlare del più grande pericolo per il XXI secolo: il politically correct.
Perchè, siamo franchi, ormai non è più possibile creare articoli/esprimere la propria opinione senza insultare qualsiasi minoranza (o maggioranza). E me ne sono accorto qualche settimana fa quando, sul mio profilo Facebook aka l’unicacosachecontanellavita, ho esitato prima di pubblicare un post in difesa di Junior Cally. Il motivo dell’esitazione era dovuto al fatto che rischiavo di urtare i sentimenti di persone/amici, al che mi sono detto: ma possibile che io abbia paura di esprimere la mia opinione? Ovviamente no, e ho cliccato invio.
Però il problema persiste, e a livello globale. Basta fare un recap degli ultimi mesi per vedere che, da qualche parte, stiamo perdendo la bussola. Il massimo credo si sia toccato con quel sordo che ha citato Pornhub in giudizio – piattaforma di cui vi giuro so poco o niente – perché si sentiva discriminato in quanto non erano inseriti i sottotitoli sotto nessun video porno… e lui non poteva goderseli.

Applausi.

Altra grande manifestazione di civiltà è stata data da quei giovani di sinistra che hanno cominciato a manifestare contro la pratica dello Yoga in occidente in quanto “appropriazione culturale”.
Poi ci stupiamo che vinca Trump.
Nel profondo, tutto sommato, devo dire che mi hanno convinto. È giusto non discriminare le minoranze, è giusto proporre una cultura che tenga conto dei sentimenti di tutti noi. E che brucino quegli stand up comedian che giocano sul black humor o i Junior Cally vari. Al rogo. No, viva il politically correct.
Di conseguenza, mi sono preso la briga di analizzare diverse canzoni figlie di una cultura diversa e retrograda e di cancellarne le parti più indelicate (con tanto di motivazione).

Disperato erotico stomp – Lucio Dalla

Mentre con me non ti spogliavi
neanche la notte  (suggerisce che una donna debba avere dei rapporti sessuali ogni notte)
Ed eran botte, Dio che botte (istigazione al femminicidio)
Ti hanno visto alzare la sottana (suggerisce che la donna sia una puttana)
La sottana fino al pelo: che nero(bodyshaming)
(…)
Penso a delusioni, a grandi imprese
A una tailandese(suggerisce che andare a letto con una tailandese sia un trofeo, istigazione al turismo sessuale)
(…)
Non era tanto freddo e normalmente
Ho incontrato una puttana(suggerisce che sia normale andare a puttane)

Bocca di Rosa – Fabrizio De André

Tutti s’accorsero con uno sguardo
Che non si trattava di un missionario (oggettificazione femminile)
(…)
Bocca di rosa si tirò addosso
L’ira funesta delle cagnette (really?)
A cui aveva sottratto l’osso.
(…)
E quelle andarono dal commissario
E dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti
Più di un consorzio alimentare” (istigazione all’odio / bullismo/diffamazione basata su pregiudizi)
(…)
Spesso gli sbirri e i carabinieri
Al proprio dovere vengono meno (pregiudizi privi di fondamento sull’Arma dei carabinieri)

Bella stronza – Marco Masini

Mi verrebbe da strapparti
Quei vestiti da puttana
E tenerti a gambe aperte
Finchè viene domatt…

No, ok. Così è troppo facile. Proviamo con un testo recente di un altro gruppo che ha partecipato a Sanremo, eh? Uno di quelli che non ha subìto il mega attacco mediatico che è toccato in sorte a Junior Cally. Tipo i Pinguini Tattici Nucleari, noto gruppo schierato a sinistra che sicuramente nella sua produzione artistica avrà mantenuto un atteggiamento dignitoso e rispettoso.

Irene – Pinguini Tattici Nucleari

Irene, questa sera la faccia te la strapperei via
Così faresti paura al mondo ma resteresti sempre mia
In questa notte di buio pesto, che forse era buio pomodoro
Le mie mani Brigate Rosse accarezzano te che sei Aldo Mor…

Ah, strano.
Chi lo avrebbe mai detto? Ma allora, forse… forse… boh, che sia semplicemente la percezione della nostra realtà che viene alterata da un’informazione meschina che cerca di fomentare l’odio e la gogna sociale per defocalizzarci da problematiche importanti facendo leva sulla nostra ignoranza e pregiudizialità nei confronti dell’esistenza cercando al contempo di uniformare e tarpare qualcosa che, per definizione, deve frantumare le convenzioni come l’artesotto qualsiasi forma?
Mh, chi lo sa. Che poi, in tutto ciò, la quartina incriminata di Junior Cally… era davvero a favore del femminicidio? Possibile che tutti i principali mezzi d’informazione abbiano rovinato la vita di una persona basandosi su una notizia falsa solo per il gusto di creare scandalo?
Naaaaaah. Anzi, per provare che possiamo aver fiducia nei mezzi tradizionali d’informazioni la analizzerò insieme a voi.

Strega – Junior Cally

Questa frate non sa cosa dice
Porca troia quanto cazzo chiacchiera?
L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa
C’ho rivestito la maschera.

Beh, effettivamente il testo è dubbio. Anche se potrebbe essere letto benissimo come “Questa ragazza parla a vanvera solo per il gusto di parlare, dopo che le ho rubato la borsa è come se l’avessi ammazzata per quanto è superficiale e sapete che c’è? C’ho rivestito la maschera”. Allora ho provato a fare qualcosa di FOLLE per l’informazione tradizionale… ho letto tutto il testo prima di giudicare. Qualche strofa sotto ho trovato:

La gente che giudica, piccola
Dentro il cervello fa briciola
Rispondi a parole che se bene assestate possono spezzare la loro mandibola.

 Che vuol dire, questa volta palesemente, “Ehy piccola, la gente che giudica è veramente stupida. Non curartene, rispondi a parole che, se azzeccate, possono lasciarli a bocca aperta” il che, se andiamo a vedere, è un endorsement bello forte alla non violenza. Alla non violenza, capite? Il che aiuta a spiegare la prima strofa.
Ma sapete che c’è? La verità è che l’analisi è un lavoro immane. Bisogna informarsi, approfondire, accettare il pensiero che le opinioni e l’arte non devono essere per forza includere o soddisfare chiunque.
Hanno ragione loro, è più facile censurare con la scusa del politicamente corretto.
È più facile dire che è giusto così e restare in silenzio, zitti. Osservando come lentamente e tristemente stiamo precipitando verso un pensiero unic*.


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