Prolifer-Azioni nel vuoto urbano

illustrazione abbraccio blu

Illustrazione di Giulia Corti

(È accaduto. In quarantena infinite prolifer-azioni narcisiche hanno preso forma; narcisiche, sì, non narcisistiche, che nel mio immaginario imprime una torsione patologica ai purissimi Narcisi)

Narcisata. È la passeggiata che prima, in un tempo da cronaca storica, ero solita fare dopo aver inspirato forte e incontrato in me stessa le strade.
Avanzavo con passo sicuro e occhi nistagmici: si ricomponevano, cambiavano assetto a ogni stimolo recepito.
Poi iniziavano, questi miei occhi, a dispiegare una propria fenomenologia, che si articolava, esteriormente, nella ricerca direzionata, nel vagare consapevole.
Battevo le strade in cerca di Narcisi urbani; da Piazza Castello a Porta Palazzo ai Muri. 

Ora mi affaccio alla finestra: Palazzo Nuovo, contenitore vuoto; Mole muta; Porta Nuova non-luogo dei treni mai (stati) partiti; degli arrivi sempre (stati) mancati; di te che sei sempre (stata) sparita. 

Mancanza pervasiva e insidiosa. Negli interstizi di tutti i livelli. 

Manca fendere il plumbeo del cielo come un eroe da romanzo, stordire le strade col passo sfrontato, mangiare il futuro, ingoiare albe, vomitare notti ebbre, rivoltare la logica dell’incontro col tempo. 

Incatenata all’Ora digerisco il Decreto. Poi con mani pesanti mi penetro il ventre, ricavo interstizi nella legge, quotidiano nodo alla gola; battuta d’arresto, palpitazione letale. 

Dalla preziosa intercapedine amplio lo spazio, son io a decretare! 

Mi limo un’unghia- leggo Foucault
Sonnecchio
Blatero di post-strutturalismo
Stacco le pelli dal mio interno guancia 

Ricalco contorni di persone-spettro, accovacciate nell’angolo liminale-latente del vorrei-obliarti-non-ne-posso-più. 

Con nuove sonde raschio muschi sub-coscienziali, stano i significati dai segni, partorisco parola. 

Che possa starti lontana ancora un giorno, mondo chiamante.

Sola, non chi-amata (chi-amata da chi?) coltivo i narcisi interiori. 

Tessono pepli, mutui si specchiano; ad ogni chiamata che manco dal mondo si crogiolano in un bagno di inesauribile sole. 


Sara Fontanelli è nata a Messina nel 1999.
Vive a Torino dove pratica teatro e studia filosofia,
si occupa di gender studies e psicanalisi lacaniana.
Collabora con riviste di Ricerca filosofica e letteraria
.


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