La stradina

  Isidoros Dukas lo aveva osservato così a lungo che aveva smesso di vederlo. Un calendario come tanti altri: orientamento verticale, organizzato per mesi e per settimane, in carta lucida, perfetto per stare appeso in cucina o in una stanza con poca personalità. I giorni festivi erano evidenziati in rosso, erano segnati i cicli lunari … More La stradina

Il villeggiante

  Leo fece scorrere la porta a vetri che dava sul giardino sul retro. Lo invasero subito l’aria fresca e i versi dei grilli, o forse delle cicale, non aveva mai capito quale fosse la differenza. Uscì a piedi nudi, l’erba era asciutta e soffice, era piacevole camminarci sopra. La piscina gonfiabile gli arrivava al … More Il villeggiante

Ovunque andrai

  René teneva la testa appoggiata sulla spalla di Martine, le gambe incrociate sul sedile blu e davanti a sé il vuoto lasciato dai passeggeri che avevano terminato la corsa. Non riusciva a dormire. Fuori il mondo correva veloce: i tralicci in lontananza, le cascine, i pioppi e i frassini insistevano nel ridursi in linee … More Ovunque andrai

Giungeranno le rondini. Metamorfosi dell’acqua e del vento

  Quand’ero bambino, mio padre mi portava sempre al lago in mezzo alla pineta. Era una pozza d’acqua poco profonda ed estesa: da qualsiasi lembo si potevano scorgere i pini che crescevano a pochi passi dalla riva opposta. La superficie del lago era perfettamente circolare e d’estate l’acqua era limpida e trasparente quanto l’aria, come … More Giungeranno le rondini. Metamorfosi dell’acqua e del vento

Se

  «Allora? È finita?». Era convinta che alla fine avrebbero scelto una casa da cui si potessero sentire balbettare le cicale d’estate. Andrea amava la campagna, lei le case con giardino. Entrambi si sarebbero trovati d’accordo sul rimandare i lavori per la piscina finché i bambini non fossero cresciuti abbastanza. La casa era una villetta … More Se

La kopejka

  M osca. No, non Mosca ma Vladimir, a circa 200 km di distanza.  Più precisamente: orfanotrofio di Valyuta, sulle sponde del fiume Kljaz’ma. Ancora più precisamente: dormitorio dell’ala est del suddetto orfanotrofio, piano inferiore dell’ultimo letto a castello, in fondo alla sala, proprio accanto alla mattonella traballante nel pavimento. Un manipolo di cinque ragazzini tiene … More La kopejka

PVC

Ecco cosa vuol dire essere uno scrittore oggi. Giorni fa, la casa editrice se ne spunta con questa bell’idea di scrivere l’ennesima storia sulla saga di quelle stramaledette papere di gomma naufragate  nel ‘92. Ovviamente deve essere un racconto intenso e potente e veicolare un messaggio e una lettura del mondo. … More PVC