Praivasì

M amma solleva il materasso e prende cento euro. Quando lo riabbassa, alcune banconote volano insieme alle piume del copriletto. Anche a me, poco prima, è successa la stessa cosa. Nell’aprire la scatola dei biscotti ho fatto cadere due pezzi da venti. «Lara, possibile che a nove anni sei ancora così sbadata?», mi ha detto … More Praivasì

El Marenco

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   La prima volta l’ho visto sulla spiaggia di Cerro. Se ne stava in piedi, non so come, tenendo con una mano la canna da pesca e con l’altra una stampella consumata. Mi pare di ricordare che fosse autunno, ma l’unica certezza, quando si è alle prese con una memoria … More El Marenco

Marconi

C’ era quel mio zio, fratello di mia mamma, che al paese tutti chiamavano Marconi e solo a sentirlo nominare a lei veniva da maledirlo. Ma poi si tratteneva guardando il Volto Santo appeso in cucina: «Gesù perdonami». Il fratello l’aveva sempre trattata male perché era geloso di ogni uomo che le faceva la corte. … More Marconi

La salpata

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   «Mare forza 2 – 3, venti da sud-est forza 4, in attenuazione …». Gaetano Asaro, il comandante, sta ascoltando dalla radio di bordo l’ultimo bollettino meteo della Guardia Costiera. Il Santo Padre II, il suo instancabile motopesca di ventidue metri, settanta tonnellate e seicento cavalli che scaricano instancabilmente la … More La salpata

Il Salvatore

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   Di fatto non c’era nessuno a cui importasse di quel lavoro, intendo quello alla A.B.P. Gli uffici erano un ammasso di gente stravaccata sulle sedie che non faceva altro che fissare qualsiasi cosa che potesse comunicare l’ora, dall’orologio alla parete alla proiezione dell’ombra delle sedie, prima di appallottolare tutta la … More Il Salvatore

Pisanzapra, ovvero il tempo impiegato a mangiare una banana

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   A L.   «Cosa sono questi?» «Tortellini in brodo» «No, no, no, c’è una bella differenza fra i tortellini e i cappelletti, e questi non sono né l’uno né l’altro» «Scusa, ma cosa c’entrano ora i cappelletti?» «C’entrano, perché questi assomigliano più a dei cappelletti che a dei tortellini, … More Pisanzapra, ovvero il tempo impiegato a mangiare una banana

La fine del topo

  «Ehi Fred, che fai? Sta attento a come ti muovi, sempre di corsa!». «Scusa Joe, vado di fretta. Devo incontrare il Capo all’angolo tra la VII e la 26^. Dobbiamo parlare». Il placido Joe, quando le luci delle insegne rischiaravano ancora gli angoli più bui e mentre il primo chiarore dell’alba, riflesso dalle nuvole … More La fine del topo

La pioggia e la pioggia e la pioggia e l’amore

  Il vento viene freddo in questi giorni e molto spesso piove. Allora m’infilo fra i cespugli, oppure mi rannicchio all’asciutto nei buchi degli alberi. Guardo la pioggia che cade fuori senza sentire più nessun rumore. C’è solo la pioggia che batte e batte e batte ed è impossibile sentire qualcos’altro. Al massimo il vento … More La pioggia e la pioggia e la pioggia e l’amore

Una margherita con basilico

  «…Invece per me un filetto al pepe verde, grazie». «Quindi abbiamo una margherita…». «Con basilico italiano». «Sì… una diavola, una marinara e il filetto, giusto? Cottura?». «Lo scusi, ce lo portiamo appresso perché gli vogliamo bene». «Al sangue, se è possibile». «È che ha sbattuto la testa da piccolo». «Perfetto, arrivano!». «Ma perché mi … More Una margherita con basilico

Acrobazie notturne

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   È qualche anno ormai che abitiamo la notte. Essa ci appartiene come noi le apparteniamo, come se fosse un paese abitato unicamente da noi e dalla nostra segretissima passione. Credo che sia proprio nell’assenza di luce, nella chiusura totale degli occhi, che si riesca a liberare ciò che si ha … More Acrobazie notturne

In Onda (parte seconda)

Da dietro la porta sentono prima zampettare, poi gli abbai sincopati del cane e da ultimo i passi strascicati dell’anziana. Finalmente apre la porta. «Buonasera, avete bisogno di qualcosa?» «Diciamo di sì», risponde Moira titubante. «Ditemi pure. Ma in fretta, non voglio perdere la puntata dello sceneggiato». «Ecco, appunto, è del volume della televisione che … More In Onda (parte seconda)

In Onda (parte prima)

È passato più di un anno da quando hanno bruscamente interrotto la messa in onda di tutti i programmi. Gli spettatori all’inizio pensavano a un guasto ai ripetitori; poi, dopo qualche settimana, si è saputo del fallimento dell’emittente e del conseguente sequestro dei locali al pianterreno e sottosuolo, compreso tutto il contenuto. Dopo qualche debole protesta, … More In Onda (parte prima)

La stradina

  Isidoros Dukas lo aveva osservato così a lungo che aveva smesso di vederlo. Un calendario come tanti altri: orientamento verticale, organizzato per mesi e per settimane, in carta lucida, perfetto per stare appeso in cucina o in una stanza con poca personalità. I giorni festivi erano evidenziati in rosso, erano segnati i cicli lunari … More La stradina

A chi ammorba

  Dice che dobbiamo tenere la bocca chiusa, che dobbiamo guardare la sua e ascoltarla parlare. Noi non vorremmo obbedirgli, perché è piccola e nera, la bocca sua, e ripete sempre le stesse cose. Però ci tocca ascoltarla e non dobbiamo azzardarci a rispondere. Se proviamo lui guarda fisso nei nostri occhi per farci squittire. … More A chi ammorba

Il villeggiante

  Leo fece scorrere la porta a vetri che dava sul giardino sul retro. Lo invasero subito l’aria fresca e i versi dei grilli, o forse delle cicale, non aveva mai capito quale fosse la differenza. Uscì a piedi nudi, l’erba era asciutta e soffice, era piacevole camminarci sopra. La piscina gonfiabile gli arrivava al … More Il villeggiante

Ovunque andrai

  René teneva la testa appoggiata sulla spalla di Martine, le gambe incrociate sul sedile blu e davanti a sé il vuoto lasciato dai passeggeri che avevano terminato la corsa. Non riusciva a dormire. Fuori il mondo correva veloce: i tralicci in lontananza, le cascine, i pioppi e i frassini insistevano nel ridursi in linee … More Ovunque andrai

È stata solo fortuna

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   Al  mattino presto sbucò da dietro l’angolo un uomo in completo blu con un grosso ombrello. Non era quel tipo avvezzo a credere negli eventi straordinari, ma quel giorno si sarebbe di certo ricreduto. Era il suo compleanno, diluviava, e lui, come ogni mattina, stava correndo verso la fermata … More È stata solo fortuna

Giungeranno le rondini. Metamorfosi dell’acqua e del vento

  Quand’ero bambino, mio padre mi portava sempre al lago in mezzo alla pineta. Era una pozza d’acqua poco profonda ed estesa: da qualsiasi lembo si potevano scorgere i pini che crescevano a pochi passi dalla riva opposta. La superficie del lago era perfettamente circolare e d’estate l’acqua era limpida e trasparente quanto l’aria, come … More Giungeranno le rondini. Metamorfosi dell’acqua e del vento

Se

  «Allora? È finita?». Era convinta che alla fine avrebbero scelto una casa da cui si potessero sentire balbettare le cicale d’estate. Andrea amava la campagna, lei le case con giardino. Entrambi si sarebbero trovati d’accordo sul rimandare i lavori per la piscina finché i bambini non fossero cresciuti abbastanza. La casa era una villetta … More Se

La kopejka

  M osca. No, non Mosca ma Vladimir, a circa 200 km di distanza.  Più precisamente: orfanotrofio di Valyuta, sulle sponde del fiume Kljaz’ma. Ancora più precisamente: dormitorio dell’ala est del suddetto orfanotrofio, piano inferiore dell’ultimo letto a castello, in fondo alla sala, proprio accanto alla mattonella traballante nel pavimento. Un manipolo di cinque ragazzini tiene … More La kopejka

Solo

Illustrazione di Giorgio B. Scalia La città era subissata da versi e fragori. Già dal tardo pomeriggio, la calca aveva gremito le strade del centro. Io me ne stavo lì, seduto in disparte, su quella panchetta verde del corso, a osservare il continuo e incessante viavai di folla. Andava a un ritmo incalzante e sparpagliato, … More Solo

Dobbiamo ridere (parte terza)

Strizzare le paperelle prima di dormire, accecare i serpenti con i fanali della vecchia Volk… Quante inutili stronzate, pensava Hubert, mentre la macchina correva tra i fossi di Comacchio. Catrin sonnecchiava serenamente con il capo poggiato sulla sua spalla, mentre alla guida Ireneo lanciava grandi improperi contro i serpenti. Seduta accanto a lui, Gertha scrutava … More Dobbiamo ridere (parte terza)

Ho troppo sonno

  Ieri mi sono detto: “Domani dovrò assolutamente alzarmi alle sette. Subito, appena suona la sveglia”, ma ora, mentre prendo coscienza di quel suono sconvolgente che mi strappa brutalmente dal vagabondare libero nei miei sogni, ho premuto il tasto “ritarda”. Male! Allora, prometto a me stesso che domani conterò solo fino a cinque e mi … More Ho troppo sonno

PVC

Ecco cosa vuol dire essere uno scrittore oggi. Giorni fa, la casa editrice se ne spunta con questa bell’idea di scrivere l’ennesima storia sulla saga di quelle stramaledette papere di gomma naufragate  nel ‘92. Ovviamente deve essere un racconto intenso e potente e veicolare un messaggio e una lettura del mondo. … More PVC