Bruciare

  Bisognerà bruciare tutto. Bisognerà bruciare questi simulacri di cemento, sbocciati ai lati di fiumi deserti. Bisognerà bruciare queste città-cancro voraci di tempo, il loro buon senso. Bisognerà bruciare queste vecchie maschere nude, questa realtà di miraggi. Bisognerà bruciare queste catene tascabili, questi padroni gentili. Bisognerà bruciare dentro e addomesticare il Sole, radere al suolo … More Bruciare

Una brava ragazza

 Quando avevo diciassette anni, un pomeriggio di primavera suonai alla Caritas, al 22 di via Cattaneo a Pisa. Oggi quello è diventato un condominio di lusso ma all’epoca si passava da un grande cancello elettrico chiuso solo di notte, si attraversava un cortile di cemento sbrecciato per arrivare a una porticina stretta a due battenti … More Una brava ragazza

Blu pantone

  Ogni mattina, quando mi sveglio, guardo fuori dalla tenda. Lo faccio per controllare il muro. Da qui non riesco a vedere molto, solo un pezzettino. Io però ci spero sempre di aprire gli occhi e non trovarlo più, questo muro di ferro, altissimo, almeno cinque volte papà. E lui è un tipo davvero alto, … More Blu pantone

Praivasì

M amma solleva il materasso e prende cento euro. Quando lo riabbassa, alcune banconote volano insieme alle piume del copriletto. Anche a me, poco prima, è successa la stessa cosa. Nell’aprire la scatola dei biscotti ho fatto cadere due pezzi da venti. «Lara, possibile che a nove anni sei ancora così sbadata?», mi ha detto … More Praivasì

Note a margine #4. Le bimbe di Conte

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   Durante questa quarantena infinita sono due le cose che noi italiani abbiamo scoperto. La prima è stata la riscoperta identitaria come popolo di mematori di successo – rimane straordinaria quella del povero Maya dislessico che confonde la data della fine del mondo scrivendo 2012 invece che 2020. La seconda … More Note a margine #4. Le bimbe di Conte

Una sensazione fisica e spirituale di solitudine

Illustrazione di Anna Fennel Hughes   È uscita trenta secondi prima di me. Ho sentito cigolare la molla del portone. Sono le 6.45, lei ha il solito giubbotto verde oliva e sotto il camice blu. Fuma vorace con lo sguardo rivolto ai fatti suoi. Come sempre è in piedi, accanto alla macchina. La osservo e vorrei … More Una sensazione fisica e spirituale di solitudine

Cicatrici

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   Sergio non parla molto. Solo una volta nella vita ha provato quello che sta provando adesso, nudo, un po’ sudato, sdraiato sul letto con una sigaretta in mano. Vicky in piedi davanti a lui, la finestra aperta e i rumori della notte che entrano trasportati dalla brezza. Nel suo … More Cicatrici

L’auto-inflizione è balia delicata

L’auto-inflizione è balia delicata, ogni mattina con premura lieve le piaghe sulla sfatta pelle fascia di trame di contuso pallidore carezzando la tenia che si pasce della trafitta acuta, d’amor fati esteso lungo l’esausta cervice, resina ch’ora inquina lentamente lo spirito e non è medicamento, ma frode senza vanto né pretesa. Ciò che è violenza … More L’auto-inflizione è balia delicata

Il Salvatore

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   Di fatto non c’era nessuno a cui importasse di quel lavoro, intendo quello alla A.B.P. Gli uffici erano un ammasso di gente stravaccata sulle sedie che non faceva altro che fissare qualsiasi cosa che potesse comunicare l’ora, dall’orologio alla parete alla proiezione dell’ombra delle sedie, prima di appallottolare tutta la … More Il Salvatore

La fine del topo

  «Ehi Fred, che fai? Sta attento a come ti muovi, sempre di corsa!». «Scusa Joe, vado di fretta. Devo incontrare il Capo all’angolo tra la VII e la 26^. Dobbiamo parlare». Il placido Joe, quando le luci delle insegne rischiaravano ancora gli angoli più bui e mentre il primo chiarore dell’alba, riflesso dalle nuvole … More La fine del topo

La pioggia e la pioggia e la pioggia e l’amore

  Il vento viene freddo in questi giorni e molto spesso piove. Allora m’infilo fra i cespugli, oppure mi rannicchio all’asciutto nei buchi degli alberi. Guardo la pioggia che cade fuori senza sentire più nessun rumore. C’è solo la pioggia che batte e batte e batte ed è impossibile sentire qualcos’altro. Al massimo il vento … More La pioggia e la pioggia e la pioggia e l’amore

Glicine

Raccolgo gocce di lacrime, condimento di istanti tristi e felici, mentre microscopiche falangi afferrano il cucchiaio due corpi amalgamati tremano all’ombra del primo raggio. Melvina Bitrayya, 22 anni anagrafici, plasmata al Liceo Classico di Palermo, trapiantata nella nebulosa Milano per l’Università, scrive all’infinito, la Grecia è il suo nido, colore preferito verde speranza.

Una margherita con basilico

  «…Invece per me un filetto al pepe verde, grazie». «Quindi abbiamo una margherita…». «Con basilico italiano». «Sì… una diavola, una marinara e il filetto, giusto? Cottura?». «Lo scusi, ce lo portiamo appresso perché gli vogliamo bene». «Al sangue, se è possibile». «È che ha sbattuto la testa da piccolo». «Perfetto, arrivano!». «Ma perché mi … More Una margherita con basilico

Il villeggiante

  Leo fece scorrere la porta a vetri che dava sul giardino sul retro. Lo invasero subito l’aria fresca e i versi dei grilli, o forse delle cicale, non aveva mai capito quale fosse la differenza. Uscì a piedi nudi, l’erba era asciutta e soffice, era piacevole camminarci sopra. La piscina gonfiabile gli arrivava al … More Il villeggiante

Vicino al lago

  Vicino al lago, nei tramonti di ottobre, il sole esplode in un miliardo di frammenti colorati che lo specchio d’acqua osserva e ricopia con ammirazione. Vicino al lago, nei tramonti di ottobre, è umido e fa freddo e il freddo penetra nelle ossa come un coltello che trafigge la pelle a rallentatore. La vecchia … More Vicino al lago

Ovunque andrai

  René teneva la testa appoggiata sulla spalla di Martine, le gambe incrociate sul sedile blu e davanti a sé il vuoto lasciato dai passeggeri che avevano terminato la corsa. Non riusciva a dormire. Fuori il mondo correva veloce: i tralicci in lontananza, le cascine, i pioppi e i frassini insistevano nel ridursi in linee … More Ovunque andrai

Se

  «Allora? È finita?». Era convinta che alla fine avrebbero scelto una casa da cui si potessero sentire balbettare le cicale d’estate. Andrea amava la campagna, lei le case con giardino. Entrambi si sarebbero trovati d’accordo sul rimandare i lavori per la piscina finché i bambini non fossero cresciuti abbastanza. La casa era una villetta … More Se

La kopejka

  M osca. No, non Mosca ma Vladimir, a circa 200 km di distanza.  Più precisamente: orfanotrofio di Valyuta, sulle sponde del fiume Kljaz’ma. Ancora più precisamente: dormitorio dell’ala est del suddetto orfanotrofio, piano inferiore dell’ultimo letto a castello, in fondo alla sala, proprio accanto alla mattonella traballante nel pavimento. Un manipolo di cinque ragazzini tiene … More La kopejka

E tu, creatura

Illustrazione di Giorgio B. Scalia   E tu, creatura,sgusci incurantecome in un gioco di bambinitra le lenzuola fredde,ti insinui tra sogni macchiatiimprudentementedi bugie e speranza Tu, creatura,violi senza remore le legginon scritteche uniscono da lontanoi porti disertatidell’umana solidarietà Tu, creatura,strappi di soppiattole ali delicate e malfermedi fragile farfallache lotta per volare Di quante nottibagnate di … More E tu, creatura

Zzz

Ho ucciso una zanzara, mi sento male. La vedo rantolare Gobba a terra. Ali distese. Le zampe in alto, protese. L’esamino morire. Ho spavento, l’ho uccisa e me ne pento. Ma chi sono io, per spezzare un fuscello? Mai ci penso. Sono un assassino, ho fatto fuori l’esserino. Ecco più non si dimena è ferma … More Zzz

Solo

Illustrazione di Giorgio B. Scalia La città era subissata da versi e fragori. Già dal tardo pomeriggio, la calca aveva gremito le strade del centro. Io me ne stavo lì, seduto in disparte, su quella panchetta verde del corso, a osservare il continuo e incessante viavai di folla. Andava a un ritmo incalzante e sparpagliato, … More Solo

Dobbiamo ridere (parte terza)

Strizzare le paperelle prima di dormire, accecare i serpenti con i fanali della vecchia Volk… Quante inutili stronzate, pensava Hubert, mentre la macchina correva tra i fossi di Comacchio. Catrin sonnecchiava serenamente con il capo poggiato sulla sua spalla, mentre alla guida Ireneo lanciava grandi improperi contro i serpenti. Seduta accanto a lui, Gertha scrutava … More Dobbiamo ridere (parte terza)

Ho troppo sonno

  Ieri mi sono detto: “Domani dovrò assolutamente alzarmi alle sette. Subito, appena suona la sveglia”, ma ora, mentre prendo coscienza di quel suono sconvolgente che mi strappa brutalmente dal vagabondare libero nei miei sogni, ho premuto il tasto “ritarda”. Male! Allora, prometto a me stesso che domani conterò solo fino a cinque e mi … More Ho troppo sonno

Il Verbo

Possa tu condurci, Ove la terra muore, Tu, giunta nel silenzio del pianto, Nel limbo tra la morte e il commiato, Tradita dall’indifferenza di molti, Consolata dai sospiri di pochi, Tu, sorta dove la desolazione Pretende il suo tributo alla vita Possa tu condurci, Dove il dolore non trova fine, Dove i germogli sfidano il … More Il Verbo